IL VALORE DELLE PAROLE....NEL MARKETING
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Ma come parla, le parole sono importanti

“Come parla, le parole sono importanti” recitava Nanni Moretti in uno dei suoi memorabili film 

Una piccola vittoria per il mondo dell’artigianato, da oggi si distinguerà più facilmente un prodotto da un’opera d’arte, partendo dall’uso appropriato delle parole. Per anni la famosa azienda di poltrone italiana, Poltronesofà ha utilizzato un termine in tutte le sue campagne pubblicitarie, che avesse un forte rimando all’eccellenza, alla qualità, ed al suo essere fatto a mano, come il termine artigiano, ebbene una legge ha da poco proibito il suo utilizzo a chi non ne ha le caratteristiche necessarie. La Claai, associazione che rappresenta le imprese artigiane, contesta da tempo l’utilizzo della parola “artigianale” a sproposito all’interno degli spot. “Ma quali artigiani! Questi sono operai alla catena di montaggio, produttori industriali di divani in serie. In questo modo si squalifica l’artigianato”. “Capita spesso che imprese non regolarmente iscritte all’albo delle imprese artigiane, e quindi non in possesso dei requisiti previsti dalla legge 443 dell’85, utilizzino nel proprio nome o nel marchio la denominazione “artigiano” o “artigianale” – lamenta Marco Accornero, segretario generale della Claai – Queste pratiche rappresentano atti di concorrenza sleale nei confronti delle vere imprese artigiane”.

“L’obiettivo è colmare un vuoto normativo – spiega il capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo – La legge quadro dell’artigianato non prevede sanzioni e divieti. Vanno introdotti. A tutela della concorrenza, del made in Italy ma anche del consumatore che ha diritto di sapere se un prodotto è artigianale oppure no”.

Ebbene da oggi lo slogan non sarà più “Poltrone sofà, artigiani della qualità, ma più semplicemente, Poltrone sofà, autentica qualità”.

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